Rozmiar: 2076 bajtów L'ultimo ventennio del Quattrocento e il primo decennio del Cinquecento rappresentano una stagione artistica essenziale per Bologna e per la sua cultura in generale, nonostante la citta felsinea occupi tuttora un ruolo piuttosto marginale nella generale vicenda della civilta del Rinascimento italiano. Invece l'acerbo rinascimento bolognese fu un fenomeno maggiore di cio che normalmente si crede.

L'ambiente bolognese del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento fu un importante luogo di produzione e aggregazione culturale, che ha potuto trasformarsi in un centro irradiante di plurimi rapporti culturali e crocevia umanistico grazie ad alcuni solidi punti di riferimento culturale, quali: lo studio universitario di grande tradizione e di prima grandezza nel contesto europeo; la Corte bentivolesca, di breve e intensa durata; vecchi e nuovi aristocratici, notai, mercanti, i grandi conventi con le loro biblioteche ed i loro circuiti di relazioni internazionali.

Proprio la corte bentivolesca fu la principale protagonista dell'umanesimo bolognese del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento. La Signoria dei Bentivoglio offri alla citta un periodo di splendore e progresso della vita culturale, civile ed economica. Sono proprio loro che, grazie agli stretti rapporti con la Corte estense di Ferrara e con l'ambiente culturale ferrarese, si assicurarono la preziosissima opera degli artisti quali Francesco del Cossa e Ercole de Roberti, due dei massimi rappresentanti della scuola pittorica ferrarese. Per affrescare le stanze dei propri palazzi, i Bentivoglio si affidarono anche ad altri grandi artisti, come Francesco Francia, il loro artista ufficiale, Amico Aspertini o Chiodarolo.

Il costume culturale dei Signori Bentivoglio consenti la fioritura dell'arte rinascimentale bolognese in tutti i suoi aspetti, dal recupero della cultura classica alla pittura, alla musica e alla danza.
>In effetti, l'interesse per la musica e la danza fu molto intenso presso le principali corti e accademie umanistiche italiane che rappresentavano, in quell'epoca, anche principali luoghi di spettacolo e dove vivevano maestri di ballo che componevano le danze per la nobilta, destinate ad essere ballate davanti ad una corte.

Nel Quattrocento, insieme al sorgere dell'aristocrazia italiana, hanno origine anche le basse danze che si identificano con la nobilta, poiché sono quasi sempre "composte per dignissime madonne e non plebeje", come specifica Antonio Cornazano nel suo " Il libro dell'Arte del Danzare", 1455. In effetti, le piu belle danze composte dai maestri di corte furono dedicate a principesse, contesse, gran duchesse, marchese ed altre gentildonne.
Quanto era importante la cultura della danza nell'ambiente umanistico bolognese e alla Corte bentivolesca, lo testimonia anche la presenza di un grande personaggio come Isabella d'Este, eccellente danzatrice e appassionata promotrice della bassa danza.

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